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Gaming | 22 September 2026

Prosumer Report “Open World: The Cultural Expansion of Gaming”

Gaming, per il 61% dei Prosumer italiani è un’estensione della propria identità: le aspettative nei confronti dei brand secondo i risultati della nuova ricerca Havas

Da nicchia per pochi appassionati a una delle più potenti forze culturali contemporanee e industrie più profittevoli. È l’evoluzione del gaming fotografata dal Prosumer Report, “Open World: The Cultural Expansion of Gaming”. Basato su un’indagine condotta su 11.000 persone in 25 mercati, tra cui l’Italia, il report analizza come il gaming sia diventato uno spazio in cui le persone costruiscono amicizie, esprimono la propria identità, sviluppano competenze, si confrontano con temi sociali e partecipano attivamente alla cultura contemporanea.

La ricerca evidenzia come i giocatori considerino sempre più il gaming un’estensione di ogni aspetto della realtà, anziché una semplice forma di evasione. In Italia, il 61% dei Prosumer ritiene infatti che il gaming non crei una personalità parallela, ma permetta di valorizzare il proprio modo di essere, un dato perfettamente in linea con quello globale.

Con oltre 3,2 miliardi di giocatori nel mondo e un mercato dal valore stimato di circa 184 miliardi di dollari, il gaming esercita oggi un’influenza culturale paragonabile, e spesso superiore, a quella dei media tradizionali, tanto da plasmare il mondo dell’entertainment.

Oggi il gaming è una delle espressioni più dinamiche dell’entertainment contemporaneo: uno spazio in cui le nuove generazioni non si limitano a giocare, ma costruiscono relazioni, identità e cultura. Per i brand rappresenta un territorio ad alto potenziale: la vera opportunità non è semplicemente essere presenti, ma contribuire a svilupparlo, riconoscendo il valore delle persone e delle community che lo rendono vivo.
Tomaiuolo
Alessandro Tomaiuolo
Managing Director Havas Play

In questo contesto, la presenza dei brand è accolta quando offre un contributo autentico all’esperienza di gioco. L’88% dei Prosumer italiani ritiene che i brand possano contribuire positivamente quando superano le logiche di semplice esposizione o interruzione pubblicitaria e assumono un ruolo utile all’interno delle community.

Il report individua due possibili direzioni per le marche:

  • Rewarder, premiano la partecipazione, la passione e i risultati dei giocatori. Una richiesta particolarmente sentita dalla Gen Z italiana, con il 40%, rispetto al 29% dei Boomers
  • Protector, contribuiscono alla costruzione di ambienti più sicuri, sani e inclusivi

Per la Gen Z italiana il gaming è soprattutto connessione
Il mercato italiano presenta un tratto distintivo: il gaming amplia le possibilità di connessione, soprattutto per la Gen Z (42%), ma le relazioni fuori dagli schermi continuano a mantenere un ruolo prioritario per il 31% dei Prosumer italiani.

Tra evasione e sviluppo di nuove competenze
Il gaming viene interpretato dagli italiani come un’esperienza ibrida, capace di offrire intrattenimento ma anche occasioni concrete di apprendimento e allenamento mentale.
Il 36% dei Prosumer italiani considera il gaming un mezzo di evasione, rispetto al 12% del campione globale. Allo stesso tempo, il 46% lo considera utile per sviluppare capacità di problem solving, una percentuale superiore al dato globale del 41%.

Benessere e rischi: in Italia cresce l’attenzione alla responsabilità
In Italia, il 68% della Gen Z riconosce ai videogiochi una valenza positiva per la salute mentale, rispetto al 38% dei Boomers.
Accanto ai benefici emerge però una forte consapevolezza dei rischi. Il 61% dei Prosumer italiani considera la dipendenza da gaming un serio problema di salute mentale, rispetto al 50% a livello globale.
Anche molestie e sessismo sono percepiti come una criticità crescente: lo dichiara il 57% dei Prosumer italiani.

Scarica il report